Le intolleranze alimentari: 10 piccole regole per evitare di incorrere in false diagnosi

Le intolleranze alimentari: 10 piccole regole per evitare di incorrere in false diagnosi

Spesso capita di soffrire di disturbi ricorrenti e persistenti dei quali non si conosce l’origine: senso di pesantezza diffuso dopo i pasti, gonfiori/dolori addominali post-pandriali, disordini del peso corporeo, stanchezza, cefalea, infezioni ricorrenti, dolori articolari, alterazioni cutanee quali pelle secca, eczemi, orticaria, dermatiti, colon irritabile, problemi comportamentali.

La causa potrebbe essere un’ intolleranza alimentare.

Ecco il punto di vista della Dottoressa Valeria Misso, biologa e nutrizionista:

“Nella mia esperienza di medico tanti pazienti che si rivolgono a me con una presunta intolleranza alimentare hanno problemi di altra natura. Molte persone vengono già con un’auto-diagnosi: raccolgono informazioni sul web, si confrontano con altre persone e e stabiliscono da sole quale alimento è da eliminare. Ma il fai da te: è molto pericoloso. Per guarire dai disturbi dovuti ad una intolleranza spesso è sufficiente diagnosticarla con metodi scientifici ed adattare la propria alimentazione in base ai consigli di uno specialista.  Rinunciare alla farina, al lievito, al latte e ad altri cibi senza aver consultato uno specialista può portare a gravi carenze nutrizionali. Insomma, anche se se ne parla molto, la disinformazione sul tema è ancora tanta. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza partendo dalle basi.”

COS’E’ UN INTOLLERANZA ALIMENTARE?

E’ un’ipersensibilità ritardata del nostro organismo, mediata dalle immunoglobuline IgG4, conseguente ad un accumulo di sostanze non tollerate. L’intolleranza è il sintomo di una reazione dell’organismo a cibi comuni che costituiscono uno stimolo tossico quando sono assunti a lungo e in quantità elevate, creano un accumulo di sostanze sgradite che danno luogo ai vari disturbi.

Il Decalogo che segue è frutto della condivisione della tematica  da parte delle maggiori Società Scientifiche che si occupano del problema, della Federazione dell’Ordine dei Medici e del Ministero della Salute.

  1. Le intolleranze alimentari sono responsabili di sovrappeso e obesità?

Assolutamente no, in quanto sovrappeso e obesità sono condizioni causate prevalentemente da uno stile di vita inadeguato. Le intolleranze alimentari “vere” sono poche e possono indurre disturbi gastrointestinali o di altro genere.

  1. E’ indicato fare autodiagnosi e test direttamente presso i centri laboratoristici senza prescrizione medica?

Se si sospetta una reazione indesiderata a seguito dell’ingestione di uno o più alimenti è necessario rivolgersi al proprio medico, che valuterà l’invio allo specialista medico competente. Lo specialista è in grado di valutare quali indagini prescrivere per formulare la diagnosi più corretta.

Solo il medico può fare diagnosi.

  1. Quali test sono validati?

I test non validati sono: dosaggio IgG4, test citotossico, Alcat test, test elettrici (vega-test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test, sarm test, moratest), test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.

Diffidate da chiunque proponga test di diagnosi di intolleranza alimentare per i quali manca evidenza scientifica di attendibilità

  1. Come si effettua il test?

Il test è rapido e indolore! Soli 5 minuti per il prelievo e basta 1 goccia di sangue.

57 sono gli alimenti analizzati (singoli o mix) individuati tra quelli che più frequentemente sono responsabili di forme di intolleranza e che sono di uso comune sulle nostre tavole, è poi compito dello specialista estendere l’indagine a molti altri cibi.

In meno di 30 minuti si riceve la risposta personalizzata ed esaustiva con un piano alimentare su misura!

  1. Quali sono gli alimenti analizzati?

Cereali (frumento, segale, orzo, avena, grano saraceno , amaranto , quinoa, mais, riso), latte di mucca, mix latte (capra, pecora), carni (agnello, maiale, manzo, pollo, tacchino), uova (albume e tuorlo), pesce e frutti di mare (merluzzo, salmone, trota, tonno, gambero, calamaro, polpo), mix frutta secca (arachide, nocciola, mandorla), frutta (banana, limone, arancia, fragola, uva, pesca, mela, ananas, kiwi), verdure e legumi (pomodoro, carota, sedano, cavolo, broccoli, aglio, cipolla, porro, piselli, fagiolini) ed anche patata, soia, lievito naturale, lievito di birra, cacao, caffè, senape.

  1. E’ consigliato escludere alimenti dalla dieta senza una diagnosi ed una prescrizione medica?

Le diete di esclusione autogestite, inappropriate e restrittive possono comportare un rischio nutrizionale non trascurabile e, nei bambini, scarsa crescita e malnutrizione. Possono inoltre slatentizzare disturbi alimentari. Quando si intraprende una dieta di esclusione, anche per un solo alimento o gruppo alimentare, devono essere fornite specifiche indicazioni nutrizionali, per assicurare un adeguato apporto calorico e, di macro e micronutrienti.

  1. La dieta è una terapia?

Si, pertanto deve essere prescritta dal medico. La dieta deve essere gestita e monitorata da un professionista competente per individuare precocemente i deficit nutrizionali e, nei bambini, verificare che l’accrescimento sia regolare.

  1. E’ corretto eliminare il glutine dalla dieta senza una diagnosi certa di patologia glutine correlata?

IL glutine non va eliminato dalla dieta senza una diagnosi certa di patologia glutine correlata.

La diagnosi di tali condizioni deve essere effettuata in ambito sanitario specialistico e competente, seguendo le linee guida diagnostiche.

  1. E’ corretto eliminare latte e derivati dalla dieta senza una diagnosi certa di intolleranza al lattosio o di allergie alle proteine del latte?

Anche la diagnosi di intolleranza al lattosio o allergie alle proteine del latte deve essere effettuata in ambito sanitario specialistico e competente, tramite test specifici e validati.

  1. A chi rivolgersi per una corretta diagnosi?

Medico nutrizionista, dietologo, medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, allergologo, diabetologo, endocrinologo, gastroenterologo, internista, pediatra.

Non è consigliato utilizzare internet per diagnosi e terapia. Il web, i social network ed i mass media hanno un compito informativo e divulgativo e non possono sostituire la competenza e la responsabilità del medico nella diagnosi e prescrizione medica.

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